Nella parte settentrionale della prefettura di Kyoto si trova un piccolo villaggio che vive in equilibrio tra mare e montagna. Si chiama Ine e appare come un centro sospeso nel tempo, dove l’ingegnosità dei pescatori ha modellato un paesaggio unico. La posizione, chiusa da rilievi boscosi e protetta dal Mar del Giappone, contribuisce a mantenere intatto il carattere del luogo, ancora legato ai ritmi della pesca e alle abitudini delle famiglie che lo abitano.
Con una popolazione ridotta e radici che affondano nell’epoca Edo, il borgo continua a custodire una soluzione architettonica nata dalla scarsità di spazi pianeggianti: le abitazioni costruite a filo d’acqua. La baia, quasi sempre tranquilla grazie all’isola di Aoshima che ne mitiga i venti, si presenta come un anfiteatro naturale in cui il tessuto urbano si riflette senza interruzioni.
Le Funaya e l’impianto urbano
La caratteristica principale di Ine sono le Funaya, strutture che corrono per chilometri lungo il bordo della baia. Sono case-laboratorio disposte secondo uno schema funzionale preciso: al piano inferiore si trova il vano aperto utilizzato per il ricovero delle barche e la gestione delle reti; al superiore si sviluppano gli spazi abitativi secondari. Le coperture, un tempo in paglia e oggi in tegole, mantengono la forma originaria pur adattandosi alle esigenze moderne.
In passato queste costruzioni erano prive di finestre e svolgevano compiti legati alla manutenzione delle imbarcazioni. L’evoluzione dei materiali e delle tecniche nautiche ha permesso una graduale trasformazione senza alterare l’identità del complesso. In tutto il villaggio ne restano operative circa duecentotrenta, alcune destinate ai visitatori, altre ancora utilizzate esclusivamente dai residenti.
Dietro le Funaya si alzano le Omoya, le abitazioni principali addossate al pendio. Il doppio sistema creava una protezione naturale contro i venti e ottimizzava l’esiguo spazio disponibile. Le strade sono strette, pensate per il transito delle persone e per le attività quotidiane, tra reti stese ad asciugare e barche pronte per l’uscita in mare.
I punti panoramici e la vita del borgo

Sulla collina che sovrasta l’abitato si trova la Funaya no Sato, un’area attrezzata con terrazza panoramica, piccolo centro informativo e punti dedicati alla ristorazione. Da qui la sequenza delle case sull’acqua appare nella sua interezza, con il profilo delle montagne che chiude l’orizzonte.
Non lontano dalla riva si trova anche il birrificio Mukai Shuzo, realtà storica attiva dal XVIII secolo. La struttura è guidata dalla quattordicesima generazione della stessa famiglia e produce un sake particolare ottenuto da riso rosso coltivato localmente. La tonalità rosata della bevanda e le sue caratteristiche aromatiche sono legate proprio alla varietà utilizzata.
La quotidianità del villaggio segue ancora i tempi della pesca. All’alba rientrano le piccole imbarcazioni con sgombri e ricciole, mentre i piani terra delle Funaya diventano spazi di lavoro dove si scarica il pescato. Le locande propongono piatti che cambiano secondo la stagione, con preparazioni che valorizzano la freschezza del prodotto.
Chi raggiunge il borgo può esplorarlo lentamente in bicicletta percorrendo l’unica strada che lo attraversa, osservare le attività portuali o spostarsi lungo la costa con kayak e imbarcazioni turistiche condotte da pescatori locali. Le acque calme della baia consentono di avvicinarsi alle strutture e di coglierne la relazione diretta con il mare.
Come raggiungere la baia
Ine si trova a breve distanza da Amanohashidate, uno dei luoghi più noti della regione. Da Kyoto è possibile raggiungere questa località con un treno espresso e proseguire poi con gli autobus che seguono la strada litoranea. Le corse non sono frequenti e richiedono un controllo degli orari presso gli uffici turistici. Chi utilizza l’auto percorre una strada panoramica che alterna mare e montagna; i parcheggi sono collocati in aree dedicate, lontano dalle abitazioni per evitare disturbo ai residenti.
Nel borgo valgono alcune regole di comportamento: rispetto degli spazi privati, silenzio nelle ore serali, attenzione alla gestione dei rifiuti e circolazione controllata dei veicoli. Sono indicazioni essenziali per preservare un equilibrio che caratterizza da secoli questa comunità sull’acqua.

