Nel settore del trasporto aereo a corto raggio, dal 2026 verrà proposta un’esperienza inedita: viaggiare con il busto lievemente appoggiato a un supporto verticale invece che a un sedile tradizionale. Il sistema, denominato Skyrider 2.0 e sviluppato da Aviointeriors, sarà adottato da vari vettori europei, fra cui alcuni colossi del low cost.
La novità, presentata sotto forma di prototipo già certificato per i test più severi in materia di evacuazione e resistenza, ha l’obiettivo di contenere i costi operativi e di offrire biglietti a cifre simboliche, sacrificando parte della comodità in cambio di qualche euro risparmiato.
Struttura semiseduta: che cos’è Skyrider 2.0
Il posto Skyrider 2.0 non è un vero sedile: si tratta di un sostegno rastremato, fissato fra pavimento e cappelliera. L’imbottitura ricorda la sella di una bicicletta alta ed è inclinata di 45 gradi; chi viaggia rimane in posizione semi-seduta, distribuendo il peso su gambe e muscoli addominali. Ogni stazione pesa circa la metà di un sedile convenzionale, liberando centimetri preziosi all’interno della fusoliera.
Secondo i calcoli dei progettisti, su rotte che non superano le due ore l’allestimento consente di installare fino al 20% di posti aggiuntivi. La cintura addominale resta presente e la struttura ha superato le verifiche su turbolenza e abbandono rapido dell’aeromobile, prerequisiti imprescindibili per la certificazione.
L’azienda italiana stima inoltre una lieve riduzione dei consumi di carburante grazie al minor peso complessivo dell’arredo interno, un vantaggio non marginale in un periodo in cui carburante ed emissioni pesano sui bilanci. L’assenza di parti retraibili, poi, semplifica la produzione e accelera l’installazione durante le revisioni periodiche.
Obiettivo commerciale: più passeggeri e tariffe ultra-economiche
Ridurre la massa dei sedili, aumentare la densità di posti e tagliare i tempi di pulizia: con questa strategia le compagnie prevedono di abbassare drasticamente il costo per singolo volo. Michael O’Leary, vertice di Ryanair, discute di postazioni «in piedi» da oltre un decennio e ora si dichiara pronto a introdurle sulle tratte interne al continente.
Con l’aggiunta di file extra, un biglietto fra capitali quali Madrid-Lisbona o Berlino-Praga potrebbe scendere a 1–5 euro, consolidando il modello del turismo lampo. Dal punto di vista dei vettori, un numero maggiore di viaggiatori a bordo equivale a ricavi supplementari, ottenuti senza toccare tasse aeroportuali o servizi ancillari; la manutenzione, inoltre, diventa più rapida perché il modulo semiseduto possiede meno componenti mobili.
Il guadagno di spazio, unito a rotazioni più frequenti nell’arco della giornata, spinge il coefficiente di utilizzo degli aeromobili verso livelli finora riservati alle compagnie più efficienti.
Dubbi dei viaggiatori e scenari futuri
La soluzione solleva interrogativi sulla comodità percepita. Chi misura oltre 1,90 m teme di trascorrere la traversata agganciato a una sella che non permette di distendere le gambe; altri paragonano l’esperienza a restare compressi in metropolitana all’ora di punta, ma a 10.000 metri di quota.
Si moltiplicano i commenti ironici che descrivono il volo come “una lezione di squat gratuito”. Vi sono, comunque, persone disposte a rinunciare allo schienale pur di pagare una cifra minima, specie nei viaggi lampo per eventi o weekend.
Le autorità europee per la sicurezza aerea hanno già analizzato la configurazione, chiarendo che la posizione semieretta si giudica sicura entro un arco temporale ristretto. Di conseguenza, l’opzione dovrebbe comparire soltanto sui collegamenti inferiori a centoventi minuti.
Resta quindi aperta la possibilità di scegliere, in fase di prenotazione, fra la consueta poltrona reclinabile e la collocazione in questione. Se l’esperimento raggiungerà i risultati previsti, le cabine potrebbero trasformarsi in un mosaico di soluzioni differenti, in grado di soddisfare sia chi privilegia il prezzo più basso sia chi non vuole rinunciare a un minimo di relax.

